Care amiche, riflettevo su quanto sia profondamente legato alla natura femminile l’istinto di prendersi cura degli altri.Pensare al benessere dei nostri cari, occuparci di loro è un’attività a cui dedichiamo una parte notevole del nostro tempo. Non lo facciamo solo per senso del dovere ma soprattutto perchè  sentiamo che è parte del nostro modo di essere e ci rende felici farlo.

La domanda che pongo a voi e a me stessa è però questa: Chi si occupa di noi? La risposta è semplice e ovvia: E’ proprio ogni donna che si deve prendere cura di se stessa oltre che degli altri.

Il rischio tuttavia è che nell’elenco delle nostre priorità, questo punto occupi l’ultimo posto : prima vengono tutti gli altri e solo alla fine, se e quando rimane tempo, possiamo dedicarci a noi stesse.

In realtà questo è un grave errore che prima o poi si finisce per pagare. Se noi siamo la fonte di conforto e di cure per altre persone, la priorità , mie care amiche, è fare in modo che questa fonte non si prosciughi, perchè anche altre persone ne  subirebbero  le conseguenze.

Occuparsi di se stesse non è un atto di egoismo come molte di noi credono ( e come vogliono farci credere) : pensate alle misure di sicurezza fondamentali che vengono illustrate dalle hostess sull’aereo all’inizio di ogni volo. Prima di soccorrere qualcuno o di mettere la maschera ai bambini più piccoli, siamo noi a doverla indossare! Se non riusciamo a respirare , come possiamo essere d’aiuto ? Non è certo egoismo, è semplicemente una basilare Misura di Sicurezza.

Quindi ecco il pensiero su cui vorrei riflettere : Ogni giorno riusciamo a prendere la nostra boccata d’ossigeno, necessaria per prenderci cura degli altri? E in cosa consiste? Quali sono quelle piccole attività che ci rigenerano, ci danno forza ed energia?

Non deve essere niente di straordinario, ma semplicemente un piccolo spazio solo per noi stesse, in cui siamo noi al centro dei nostri pensieri e ci dedichiamo a qualcosa che ci fa sentire bene.

Proprio l’altro giorno una mia cara amica mi raccontava che per andare e tornare dal lavoro sceglie il percorso  a piedi più lungo che passa attraverso una zona molto bella della sua città. In questo modo non solo fa esercizio fisico ma si rilassa e si ricarica guardando qualche vetrina , concedendosi un caffè in un bar su una splendida piazza. Certo, esce di casa 20 minuti prima e rientra 20 minuti dopo ma quel tempo è solo suo e la famiglia ha imparato a rispettarlo.

E voi? Volete condividere quali sono i vostri momenti di ricarica?

Fatemi sapere...